DENTRO IL CUORE DEL MONDO. Angosciose viscere di memoria mineraria.

Per Iuri.

DENTRO IL CUORE DEL MONDO.Nessuna descrizione della foto disponibile.

(Olio su tavola cm.110x 130)
Un’altra opera dedicata a questo tema si trova presso la collezione dell’amministrazione Provinciale di Nuoro.
Questo è un quadro cui tengo in particolare, in quanto legato a ricordi e sentimenti che hanno segnato tutto il corso della mia vita. Rappresenta una basica e graffiante interpretazione del mondo complesso, angoscioso e al contempo mitico delle miniere e dei minatori. Mi ricorda quel periodo della mia adolescenza in cui restavo affascinato e impressionato da tutto ciò che era legato a questo settore del mondo produttivo che costituiva la maggiore delle risorse di quel territorio e quindi fonte di sostentamento per tantissime famiglie di Guspini e degli altri paesi definiti centri minerari.
Figure di corpi piegati e contenuti da forze ostili che si oppongono in tutti modi a quell’atto faticoso e sofferto dell’estrazione del minerale. Lo spazio senza dimensione, senza orizzonte, vago indefinito, come nel fuoco delle viscere della terra, tradisce oscure e minacciose presenze.
Uno scenario avvolgente che contrassegna, in un sogno di dolore e realtà, il racconto angoscioso di una sfida impari e dura.
Nella mia giovane mente si formava l’idea che accostava la figura del minatore a quella di mitici personaggi, fieri guerrieri che affrontavano quotidianamente, con grande coraggio la discesa in quei budelli di madre terra, “pozzi”, giù con quei grandi montacarichi, che chiamavano, non a caso gabbie.
Giù fino alle viscere della terra, per farsi consegnare quel prezioso minerale, custodito gelosamente da quella natura rupestre grave, forte e severa, che solo alla fine cedeva, non senza fa pagare gravissimi costi a questi grandi minatori.

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